lunedì 29 luglio 2019

Part of the Journey is the End

Nei miei post finali dei viaggi precedenti ho sempre parlato di alzare l'asticella, di superarci, di sfide più grandi. Questa volta invece ho la sensazione che l'asticella l'abbiamo buttata, non serve più. Abbiamo 'semplicemente' fatto 3000 km con due bimbi piccoli senza che loro ci dicessero mai in 20 giorni: papà voglio tornare a casa, oppure: mi scoccio. Senza che noi volessimo tornare per stress da piccio o altro. Atterrati a Capodichino abbiamo detto: prendiamo ora un altro volo, c'è già tutto in valigia.
Ci interrogavamo sul ricordo dei bimbi, che ovviamente sarà pari a 0 fra pochi anni, però leggevo questo passaggio interessantissimo di una psicologa: "I bambini sono gli esseri umani che più si adattano alle situazioni diverse, sempre che non abbiano vicino un adulto preoccupato ed ansioso. Per il fatto che non ricorderà niente questo è vero, ma noi abbiamo un ricordo cosciente e una memoria interna. Il ricordo cosciente è quello per cui puoi avere l’immagine del posto in cui sei stato a mo’ di fotografia; la memoria è il vissuto, gli affetti, uniti a quella situazione. Della nostra primissima infanzia non abbiamo ricordo cosciente, ma memoria sì ed è la parte più formativa per la nostra mente"

Sono stati 20 giorni pienissimi, metabolizzare il tutto richiede tempo. Non avremmo lasciato Valencia senza Fede che ha guidato l'80% del viaggio, con me come navigatore dove qualsiasi cosa succedeva le dicevo: vai vai! Ringrazio gli zii spagnoli per l'accoglienza totale, Gianmarco e Lina per il loro supporto malagueno. 

Il blog, come un titano, torna il letargo. La straordinarietà della mia famiglia mai...




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