mercoledì 12 ottobre 2011

La Garrovilla

Salutiamo Lisbona e il Portogallo per iniziare il cammino verso Barcellona. La prima tappa ci porta a La Garrovilla, cittadina di 2490 anime, scelta per l'hotel che ci ospita, il Cerro Principe, hotel rural davvero carino.
Il centro abitato è composto da 10 vie, di cui una di 30 metri isola pedonale... ma udite udite, c'è anche una discoteca, il D' SAS 3
E' stata dura cenare, ma dopo un po di giri, e tante incomprensioni, siamo finiti al Pub della suddetta discoteca, dove l'unico cliente oltre a noi aveva 75anni circa. Nel girare per La Garrovilla, abbiamo provato un imbarazzante soggezione: eravamo davvero gli alieni. 
Domani saliamo a 640metri slm per raggiungere Guadalupe, con il suo spettacolare monastero e Parador (dove dormiremo)
Devo dire che oggi è stato il giorno più difficile dal punto di vista della guida. 5 ore quasi di guida a 37 gradi...qua l'inverno non sanno manco cosa sia, e la signora dell'hotel mi ha detto che oggi è fresco, l'altro giorno erano a 40 gradi...

PS nella foto, il ponte del 25 Abril con il Cristo Redentore sullo sfondo. Nella foto si vede appena ma passandoci sotto, la mole si nota.

1 commento:

  1. ogni giorno vediamo dove siete...un altro pò è il cerchio si chiude...il tempo passa in fretta,cmq solo per comunicazione di servizio la camera degli ospiti è passata da un bed e breakfast ad un hotel a 3 stelle....chi sarà il primo a testarla ancora non si sà ....buon viaggio!!vvb!!!


    La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
    Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.

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